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Tra gli aneddoti che mia nonna paterna era solita raccontarmi sui mille «incredibilia» di cui era stata spettatrice nei lunghi viaggi di transatlantico verso l'America, sempre mi impressionava più degli altri quello «della ragazza tumulata viva»: «Pensavano che fosse morta. L'avevano già chiusa nella tomba e stavano per buttarla in mare, quando l'uomo che sollevava la bara udì un rumore di pugni contro il legno. Si fermò e fece aprire il feretro: la ragazza si era risvegliata… sembrava morta, ma era solo addormentata!»
Un brivido mi attraversava intera ogni volta che ascoltavo questo racconto: pensavo al rischio che aveva corso quella ragazza, ma anche al suo coraggio di non arrendersi, di lottare per continuare ad esistere… sperando che qualcuno la sentisse… A quanta vita nella vita sia dovuta al caso di un incontro…
Nel viaggio analitico con Droy mi è sembrato di assistere, stupita, ad un inaspettato e sorprendente risveglio, quasi una resurrezione, di una sua potente funzione α, con cui poi mi ha condotto a spasso per sentieri primevi, indicandomi e narrandomi in epica moderna gli scogli, le insidie ma anche gli elementi e i processi primari all'origine della vita e della crescita mentale. Virgilio analitico di questo piccolo Dante in erba, mi sono ritrovata, spesso con meraviglia e gratitudine, a poter essere testimone di una rinascita della vita psichica nell'humus della cura psicoanalitica e nello stesso tempo a sentire di poter fare un'esperienza particolarmente vivida di riscoperta della psicoanalisi (Ogden, 2009, 2012)