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Ifatti, i traumi, gli eventi sono muti da un punto di vista psicanalitico, acciocché vi sia trasformazione abbiamo bisogno di un'altra mente e che le due menti (di paziente e analista) formino un campo emotivo - affettivo - semantico che avvii la metabolizzazione in pittogrammi, in narrazione, in racconti, in sogno. Il prodigio dell'analisi è quello che così facendo non solo trasformiamo «le pietre dei fatti» in pensieri, emozioni, affetti, narrazioni (il ché è fondamentale) ma soprattutto sviluppiamo quegli strumenti capaci di compiere queste operazioni: i tools for thinking di cui ci parla Bion. E che saranno al Centro del nostro Congresso IPA di Boston: Changing World: the shape and use of psychoanalytic tools today.
Questi strumenti devono essere operativi nel campo attuale perché possano -talvolta con enorme fatica - avviare i processi trasformativi verso lo psichico, il simbolizzabile, l'onirico. Vorrei provare a descrivere qualcuna di queste operazioni che consentono la nascita di un pensiero, l'alfabetizzazione (che non chiamerei mentalizzazione perché il termine ha acquisito un alone semantico troppo connotato).
Un bambino in analisi disegna per noi.
Vorrei esordire con alcuni disegni fatti da un bambino in analisi che mi sembrano permettere la visualizzazione sia del suo percorso di crescita mentale sia la