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Quel che tento di tradurvi è più misterioso, s'aggroviglia alle radici dell'essere, alla sorgente impalpabile delle sensazioni
Il titolo del mio intervento rimanda alle parole di Tommy, un bambino che ha espresso così il senso di abitare il suo corpo sentendosi maggiormente integrato. Le integrazioni sensoriali continuano dopo la nascita nel riparo postnatale, dove la bocca intorno al capezzolo genera un insieme di sensazioni nell'incontro tra parti dure e morbide. Le sensazioni sono strumenti elementari che il neonato ha a disposizione per differenziare e classificare la propria esperienza nell'incontro col «fuori» e col «dentro» di sé. Nel fluire ritmico delle esperienze condivise con la madre, si svolge una specifica funzione modulatrice di stati sensoriali opposti, esagerati, non adatti a cogliere tutta la complessità della realtà esterna, la «natura delle cose».1