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Il tema della intersoggettività descrive le continue e reciproche interazioni e scambi tipici degli esseri umani fin dai primi giorni di vita in un processo nel quale «le persone arrivano a comprendere la mente dell'altro» (Bruner, 1996). Questo tema sta attraversando ambiti e discipline diverse, dalla Psicoanalisi all'Infant Research, dalla Psicopatologia dello Sviluppo alla Neurobiologia. Nel mio intervento vorrei affrontare la nascita dell'intersoggettività e come si ripercuote sulla costruzione della mente mettendo a confronto i contributi clinici della Psicoanalisi con quelli osservativi dell'Infant Research, ossia il bambino clinico e quello osservato .
In campo psicoanalitico l'ottica si è progressivamente spostata da un modello pulsionale ad un modello relazionale che enfatizza, quest'ultimo, la complessità degli scambi nel setting clinico, con forti ricadute sulla teoria psicoanalitica dello sviluppo infantile. A questo riguardo l'Infant Research può contribuire attraverso lo studio, anche microanalitico, delle dinamiche interazionali madrepadre-bambino a costruire un ponte fra le soggettività dei genitori e quella del bambino così come sono state concettualizzate dalla psicoanalisi (Seligman, 1999). Lo scambio avviene su registri interattivi diversi (Lebovici, 1988) da quelli più propriamente corporeo-comportamentali ed affettivi esplorati dall'Infant Research a quello fantasmatico enfatizzato dalla psicoanalisi.