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Il mio discorso si articolerà in tre parti. La prima è dedicata ad una breve presentazione del concetto di soggettivazione. La seconda, che è anche la più ampia, prenderà in considerazione l'impiego del concetto di campo in psicoanalisi. La terza parte infine mostrerà - attraverso un'illustrazione clinica - come il concetto di campo possa risultare utile nel lavoro di promuovere la soggettivazione.
Raymond Cahn (1998) descrive la soggettivazione come il processo che porta all'instaurarsi di un Io autonomo: il nucleo stesso del soggetto.
Ad esempio, la relazione tra la madre ed il bambino - come è stata delineata da Winnicott - ha la funzione di portare alla soggettivazione. Lo sguardo che la madre rivolge al bambino e reciprocamente lo sguardo del bambino rivolto alla madre permettono al bambino di differenziarsi come soggetto. Lo spazio potenziale dunque è anche uno spazio di soggettivazione. Viceversa, la madre che guarda altrove, o che guarda senza vedere, ostacola i processi di soggettivazione.
In tempi e con modalità diverse anche il padre può favorire o ostacolare il lavoro di soggettivazione.