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Pamuk, Premio Nobel per la letteratura 2006, riferendosi ad un testo dello scrittore tedesco Wolfgang Iser, dice «che il significato di un romanzo non risiede né nel testo né nel contesto ma in un punto intermedio tra i due». Afferma inoltre che «il significato del romanzo emerge solamente quando lo si legge, e così, quando parla del lettore implicito, attribuisce ad esso un ruolo particolare» (2007, 27). L'idea di un lettore implicito è complementare all'esistenza di un io-interprete proposto da Ogden (1996) ed è contenuto nel concetto di I-ness (la condizione di essere un «Io/me») come elemento fondante della soggettività.
Credo che non si possa cogliere oggettivamente la verità storica di una vita, né che il fine della psicoanalisi sia quello di cercare un soggetto precostituito che sarebbe nascosto nell'inconscio dei nostri pazienti a causa delle forze della rimozione. In principio la psicoanalisi si occupava di sollevare il velo della rimozione dai sentimenti e dai desideri. Ciò veniva fatto offrendo al paziente interpretazioni che producevano successivi insight significativi. Nel tempo ci siamo resi conto che le interpretazioni per quanto significative non bastano a cambiare l'architettura emozionale dei nostri pazienti.
Oggigiorno la nostra attenzione si è spostata verso la possibilità di aiutare il paziente ad apprendere dall'esperienza, cioè a diventare una nuova persona incorporando un'attitudine di osservazione e di autoriflessione, o meglio, di