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Du «ne pas encore» au «ne plus», tel serait le parcours de ce qu'on nomme l'écrivain, non seulement son temps toujours suspendu, mais ce qui le fait ětre par un devenir d'interruption.
Si scrive dopo. Vuoi che si tratti di riflettere, di elaborare, di conservare, vuoi che si tratti di creare qualcosa, o di inventare qualcosa, si scrive comunque dopo. La scrittura quindi è nutrita dalla memoria, organizza la memoria di percezioni e pensieri, li registra, cerca di ordinarli, e lavora queste «impressioni» tramite una certa quantità di fantasia. Intendo qui utilizzare il termine «fantasia» nell'accezione freudiana di sogno ad occhi aperti, percheé indipendentemente dalla quota di creatività e libera invenzione, implicate nei vari tipi e nelle varie forme di scrittura, il movimento necessario al prodursi del processo di scrittura è quello di traslocarsi ad abitare una forma, o piuù forme contemporaneamente, di sogno ad occhi aperti. Dobbiamo qui considerarne almeno due: quella della scena della memoria, che cerchiamo di recuperare e riattivare - e questo, nel nostro particolare caso di scrittori di psicoanalisi, è valido non solo per