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Gli epistolari di Freud si sono arricchiti delle lettere ai suoi primi cinque figli, nell'ordine di nascita Mathilde, Martin, Oliver, Ernst, Sophie, e dobbiamo essere grati di ciò all'accurato lavoro di Michael Schröter, già curatore dei carteggi Freud-Fliess e Freud-Eitingon. Il titolo dell'edizione originale Unterdeß halten wir zusammen. Briefe an die Kinder (2010) riprende un'esortazione di Freud a Max, vedovo di Sophie. Lo ritroviamo tradotto nella selezione delle lettere in italiano per gli eleganti tipi di Archinto Intanto rimaniamo uniti. Lettere ai figli , mentre l'edizione francese, che ha il merito di tradurre integralmente l'opera originale, sceglie un più neutrale Lettres à ses enfants (2012).1
Scelta felice il titolo originale in quanto Freud, che già conosciamo per la grande cura prestata alla coesione del gruppo psicoanalitico, dimostra anche attraverso questa corrispondenza una costante attenzione all'unione della famiglia. Quell'esortazione (131 - Max, 10.5.32)2 cade, è il caso di sottolinearlo, in un'epoca nella quale Freud sentiva minacciata la sopravvivenza stessa della famiglia, della psicoanalisi, della cultura. Nel 1933 i suoi libri vennero messi al rogo in piazza a Berlino e in numerose città e università tedesche, insieme a quelli di altri numerosi celeberrimi autori3 considerati «contrari allo spirito tedesco».
Questa raccolta composta dalle lettere conservate, in gran parte inedite, arricchita da alcune scritte ai nipoti, ai generi e alle nuore e di questi ultimi a Freud,