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È impossibile conoscere la realtà per la stessa ragione per cui è impossibile cantare le patate; esse possono essere coltivate, estirpate o mangiate, ma non cantate. La realtà deve essere «essuta»: dovrebbe esserci un verbo transitivo «essere» da usare al passivo espressamente con il termine «realtà».
Domenica mattina ricevo una telefonata strana, inusuale: non è mai accaduto che Sonia mi contattasse fuori dai nostri appuntamenti. Chiama per dirmi che ha avuto degli attacchi di panico notturni improvvisi mentre era in vacanza presso la sua famiglia. Il primo pensiero era stato per me, voleva chiamarmi ma era nel cuore della notte e non poteva. È corsa a chiedere aiuto a sua madre che dormiva nella stanza attigua. Anche il suo analista dormiva.
Sonia aspetta il suo primo figlio, che nascerà un paio di mesi dopo il secondogenito del fratello. È stata la prima dei miei pazienti ad avere una qualche forma di consapevolezza del fatto che anch'io aspetto un figlio; un figlio che nascerà un paio di mesi prima del suo, per me secondogenito. È stato un suo sogno della scorsa settimana a darmi questa informazione: «Venivo qui e mi mettevo a scrivere sul divano. Lei era indaffarato, c'era una donna e diventate una famiglia; infatti vedo lei con un bambino in braccio. Davanti a questa scena, penso: speriamo che non devo andare via».
Sonia ha sempre avuto una grande capacità di cogliere i miei stati interni. Sempre all'erta e sospettosa intorno alla qualità del mio essere lì per lei. Ha delle