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Gli scarabocchi: il primo selfie del funzionamento psichico?
In questo contributo Dana Amir sviluppa l'intuizione bioniana di un particolare processo psichico cioè l'esistenza di due principi in tensione dinamica tra loro: un principio emergente (emergent principle) in grado di percepire il mondo in continuo cambiamento e il principio di continuità (continuous principle), che ne rileva la stabilità. Dal loro armonico funzionamento nasce qualcosa che sembra alludere alla bellezza, alla capacità della mente di tenere insieme aspetti antinomici che lei chiama «l'aspetto lirico della mente». L'autrice descrive alcune interazioni che appartengono alla vita quotidiana della relazione tra mamma e bambino e ci mostra come le ordinarie interazioni verbali possono determinare le prime forme entro cui si struttura la vita psichica ed in particolare inizino a integrarsi i due principi del funzionamento mentale.
Pur entro un contesto teorico diverso, Serge Tisseron1 ha osservato e descritto come le prime tracce grafiche del bambino possano essere messe in relazione allo sviluppo psichico conscio e inconscio. Negli scarabocchi si possono rintracciare due categorie di segni molto diversi tra loro: tracce circolari e spiraliformi e tracce ondulate o spezzate. Tisseron ipotizzò che le tracce del primo tipo potessero corrispondere a «schemi di involucro» cioè prime strutture psichiche che consentono al bambino di fare esperienza di poter contenere se stesso. Il secondo tipo di tracce invece sarebbero espressione di «schemi di trasformazione» capaci di trasferire in un segno le esperienze cinestesiche e quelle di scambio con la madre. Queste prime rappresentazioni figurative emergerebbero dunque dall'esperienza di interazioni psicofisiche con la madre e gli schemi psichici da esse derivanti sarebbero come forme senza alcuna connessione con il linguaggio capaci però di registrare una traccia di un nascente funzionamento psichico. Potremmo immaginare che anche il linguaggio entri in quest