You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Indossi abiti di gloria in abbagliante ritrarti Narciso mi opprime- fuori la città risuona Cerco brividi di contatto, non hai sguardo
Se per ogni lettura il testo incontra il suo silenzioso e curioso lettore proprio di faccia, mentre, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo, riemerge dal fondo di una pagina, per quella, invece, che potrebbe essere una lettura «applicata», finalizzata ad una recensione, il testo, sottoposto a solo un freddo sopralluogo, rimarrà in attesa del «suo» vero Lettore, magari sognandolo.
Proprio una scena ispirata «Alla ricerca dell'altro» (209), chiude il testo, testimoniando come «gli altri» scivolino proprio nel titolo (Narciso e gli altri) accanto a chi, come Narciso, è condannato a vedere solo se stesso. Attraverso una regia equilibrata Marina Breccia sa assegnare bene al testo passi e figurazioni a tema, a quattordici psicoanalisti e a quattro tra artisti, letterati, filologi, all'interno di uno spazio lungo 226 pagine, che ancora risente dell'eco del convegno «Da Narciso a Lady Gaga», tenutosi a Pisa nel novembre 2012.
Con un po' di audacia, la lettura consigliata vorrebbe che si proceda a balzi e all'indietro, fino ad approdare a un inizio, rasando il testo, a caccia di coraggiose «reggenze interne» (Barthes, , 113) e fortunose «profezie retrospettive» (Lavagetto, 2003, 21).
Scombinando l'ordine, sarà, allora, proprio l'avvio nel testo di un inedito passo a due di Marina Breccia e Caterina Sbrana (209), la dedica appassionata «alla ricerca dell'altro», in quel percorso che, alla fine, malinconicamente conduce,