You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.
Utilizzando alcuni modelli psicoanalitici che mettono in luce le condizioni normali e necessarie per lo sviluppo della mente, intendiamo in questo lavoro discutere delle situazioni traumatiche che causano un arresto e/o una distorsione della crescita psichica. Lo faremo basandoci su un'opera letteraria, un breve romanzo scritto da Paul Williams , uno psicoanalista che insieme a Glen Gabbard ha diretto l'International Journal of Psychoanalysis.
Come scrive lo stesso Williams nella prefazione all'edizione italiana, il libro non ha un carattere psicologico convenzionale e non contiene teorie o concetti analitici. È un tentativo di entrare nel mondo di un bambino incapace di pensare o comprendere le abnormi circostanze ambientali che sostanzialmente costituiscono un tentativo di omicidio psichico e fisico.
Anche se l'Autore precisa che non è lui il bambino descritto nel romanzo, le cui esperienze traumatiche e le trascuratezze fisiche sono narrate con acuta precisione, è evidente che il racconto ha qualcosa in comune con la sua infanzia. Il libro, molto concentrato ed essenziale, ruota attorno al tentativo del bambino di sopravvivere in circostanze davvero invivibili, e non solo chiarisce il rapporto tra il trauma emotivo (ma anche fisico), le difese e le costruzioni psicopatologiche,