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In questo lavoro intendo descrivere il lavoro di recupero dell'apparato psichico del paziente come strumento per elaborare le parti psicotiche e agevolare lo sviluppo della capacità di pensare e sentire. Tale recupero, che in realtà consiste nella costruzione pressoché totale dell'apparato psichico, ha consentito al paziente di sviluppare la capacità di pensare simbolicamente e di instaurare relazioni d'oggetto. Presenterò un caso soffermandomi sugli aspetti relativi alla questione qui in esame e tralasciando altri elementi presenti nel processo analitico.
Nell'ambito di questo Congresso cercherò di attenermi all'uso degli strumenti psicoanalitici oggi disponibili, in un'epoca in cui ci troviamo a fronteggiare le sfide lanciate da alcuni nostri pazienti incapaci di comunicare il proprio sentire o i propri pensieri. Questi pazienti vivono in un mondo all'insegna dell'azione, in cui il conflitto non è percepito e le relazioni che riescono a stabilire sono rare. Questo ci impone di aiutarli a costruire un apparato capace di simbolizzare e, conseguentemente, di pensare e sviluppare relazioni. Nel caso qui presentato tali caratteristiche sono radicalizzate dalla condizione psicotica.
Freud si distinse dagli psichiatri del suo tempo grazie alla capacità di ascoltare quanto dicevano e rivelavano le sue pazienti isteriche permettendo loro, con questo tipo di ascolto, di vedere al di là delle parole e del sapere consolidato. L'ascolto consentiva il contatto con tutto un mondo di sentimenti ed emozioni fino a quel momento incompresi. Oggi consideriamo questa lezione freudiana un esempio