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Il mio desiderio: diventare/ una nota musicale. Alba: vorrei essere/ un calice di giglio/ in quest'alba/ timida/ allibita.
In queste poesie di Piero Bellanova, «i sentimenti […] diventano titoli dei suoi piccoli capolavori di nudità mentale dove il desiderio di essere «una nota musicale» o «il calice di un giglio» evidenziano l'appartenenza ad una personalità forte e tenera nello stesso tempo» scrive Silvana Palazzo (2010, 7-8), autrice di saggi di critica letteraria, presentando le creazioni poetiche di Bellanova nella sua Prefazione alla Raccolta di poesie Ascoltare le stelle.
Bellanova è stato veramente uno psicoanalista dotato di notevoli qualità artistiche: oltre che poeta, conoscitore di musica ed abile pianista, fu soprattutto un esponente di spicco del Movimento Letterario Futurista, uno degli artisti più attivi del gruppo dei futuristi romani, oltre che promotore del futurismo in Calabria, la sua terra natale, tra il 1937 e 1938. Durante gli anni di università, intorno al 1935-36, conobbe infatti Marinetti, divenendone dapprima seguace e poi amico: