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Vis à vis o Face-To-Face?1
La terapia vis à vis è un aspetto della tecnica psicoterapica che si è andato consolidando soprattutto nel trattamento dei ragazzi. Si è ipotizzato che guardarsi negli occhi possa favorire nell'adolescente la percezione del terapeuta come una persona in grado di «esserci» e di prendere parte al processo di costruzione dell'identità favorendo i processi di pensiero e quelli creativi.
Oggi moltissimi ragazzi costruiscono, condividono e prendono contatto con aspetti del sé attraverso facebook, le chat, i social game virtuali che sono entrati prepotentemente anche all'interno della terapia analitica, talvolta come agenti di un sintomo, molto più frequentemente come un modo attuale di comunicare.
Posso chiederti l'amicizia (su facebook)?
Non è raro sentirsi rivolgere questa domanda da un ragazzo in terapia e non è per nulla facile rispondere o eludere la domanda. Cosa significa allora per un analista passare dall'epoca del vis a vis a quella del Face To Face?
Gabriella De Intinis ci fa vedere apertamente come le sia riuscito di trasformare le molteplici sfaccettature di un nuovo sintomo che il DSM V propone di denominare Iternet Gaiming Disorder integrando nuovi modi di esserci, con un sapere profondo e stratificato sulle emozioni e sul loro modo di contribuire alla costruzione delle rappresentazioni delle relazioni e dell’ identità.
Non c'è ragazzo che arrivi in seduta senza uno smartphone che gli permette di essere connesso in rete, ricevere e inviare messaggi dalle chat spesso anche durante la seduta. Se è pensabile che un adulto spenga il cellulare, con gli adolescenti ciò non accade quasi mai.
I ragazzi fanno entrare nella relazione analitica anche i videogiochi sia attraverso il racconto, sia non di rado in modo diretto. Questi due semplici fatti ci inducono ad interrogarci se adolescenti e analisti siano oggi separati solo da una distanza generaz