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La questione dell'identità è stata dibattuta da più discipline; letterarie, filosofiche e delle scienze umane e sociali. In psicoanalisi, l'identità intesa come un processo e che implica un sentimento di continuità attraverso la concezione che un individuo ha di sé in relazione con l'altro, non è originariamente un concetto freudiano; come termine esso compare nell'Interpretazione dei sogni (1899) in rapporto all'esperienza di soddisfacimento, dove Freud distingue l'identità di percezione da quella di pensiero. Negli sviluppi psicoanalitici successivi, con la nascita del Self e della Ego Psychology di origine americana, l'identità si carica di una dimensione sociale ed assume un'impronta sempre più relazionale.
L'identità culturale invece è un concetto composito che abbraccia la valenza psicologica dell'identità e quella sociologica della cultura. La concettualizzazione dell'identità etnica inoltre, che rientra nell'area dell'identità culturale, non manca di esprimere un certo grado di equivocità come sottolinea l'Autore nel titolo del volume che recensiamo. Che cosa rappresenta dunque l'identità etnica? Un «dato naturale» che accomuna individui con la stessa origine, lingua e religione? O è invece un fenomeno recente nella storia dell'umanità e il prodotto di circostanze contingenti? Ecco alcune domande che compaiono nella presentazione della nuova edizione del libro dell'antropologo Fabietti. Rispetto alla versione del 1998, l'opera è arricchita da capitoli relativi al «culturalismo» e al «business dell'etnicità». Il «culturalismo», scrive Fabietti, concepisce la cultura come «possesso» e consiste nel radicalizzare le differenze culturali in termini identitari, sulla base di un fraintendimento tra natura e cultura. Secondo l'Autore, lo storico Romano (1994) evoca il rischio di confondere i termini di cultura e di etnia con quelli di appartenenza, poiché: «Il sentimento di appartenenza comune ad una tradizione nasce da una serie di pratiche e di codici condivisi i q