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L'incontro clinico con uno psicoanalista è uno strumento potente e duttile, in molte aree della sofferenza psichica e in tutte le fasi della vita. Costituisce un'esperienza essenziale, un dispositivo che trasforma la comunicazione abituale in un contatto intrapsichico e interpsichico, che possiede una specificità analitica. Alcune modalità di incontro clinico si rivelano efficaci articolazioni del dispositivo psicoanalitico originario, nella sua potenzialità di comprensione e di cura della sofferenza psichica.
L'ascolto psicoanalitico, lo spazio offerto a un'altra mente per dare forma alla sofferenza psichica, il sogno sull'analista fatto la notte prima dell'incontro, la messa in parole e figura del non conosciuto, la dinamica di comunicazione con l'inconscio attivata da un incontro che segue altre vie da quelle del già noto, sono occasioni che chi ha avuto una buona formazione psicoanalitica può mettere a disposizione di un soggetto sofferente, in modalità descrivibili e trasmissibili.
Intendo approfondire e definire nelle loro modalità essenziali questi contesti psicoanalitici che possono costituire una «situazione analizzante», come la definisce Tiziana Bastianini (2014), un'articolazione delle forme di cura offerte ai pazienti e un'attività clinica effettuabile dagli psicoanalisti: rappresentano delle autentiche esperienze psicoanalitiche per i soggetti che vi entrano in contatto. Possono essere esperienze che permettono di incontrare configurazioni interiori da sempre dissociate o evitate, producendo un sollievo immediato da uno stato di chiusura e blocco in un livello psichico cognitivo e difensivo; possono lasciare la traccia di una possibile via d'uscita costituita dall'incontro con un'alterità con cui entrare in relazione; possono rappresentare l'evento vissuto, e non un ammaestramento