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Dobbiamo a Jean-Michel Quinodoz la recente pubblicazione della corrispondenza tra Melanie Klein e Marcelle Spira tra il 1955 ed il 1960, anno del decesso di Melanie Klein; questo scambio epistolare rappresenta un documento storico molto importante nella difficile diffusione del pensiero kleiniano nell'area francofona.
La presentazione delle lettere è preceduta, sistematizzata ed arricchita dal contributo di Quinodoz che fornisce non solo un ritratto delle due psicoanaliste ma anche un interessante quadro della psicoanalisi in Svizzera negli anni Quaranta-Sessanta.
Dopo l'esauriente presentazione di Quinodoz e la prefazione di Ron Britton nel libro sono contenute 45 lettere inviate negli anni tra il 1955 e il 1960 da Melanie Klein a Marcelle Spira e 6 lettere inviate da Marcelle Spira a Melanie Klein; il numero delle lettere di Marcelle Spira doveva essere sicuramente più elevato ma sembra che Melanie Klein tendesse a cestinare le lettere per ragioni di confidenzialità. Si tratta probabilmente di una perdita significativa perché si può presumere, in base alle poche lettere rimaste di Marcelle Spira che vi fossero alcune riflessioni teorico-cliniche importanti sulla psicoanalisi kleiniana forse anche con vivaci scambi di opinioni tra le due protagoniste.
Queste lettere sono effettivamente «documenti storici pieni di utili informazioni su vari aspetti della vita della Klein» (42) e del percorso che Marcelle Spira, emigrata dall'Argentina nel 1955 per ragioni politiche, è riuscita a compiere nella società svizzera. Marcelle Spira giunta in Svizzera con una formazione kleiniana acquisita in Argentina ha dovuto affrontare grandi difficoltà per potersi inserire in un mondo psicoanalitico molto arroccato alle proprie teorie e fondamentalmente conservatore. La Spira è stata, in un certo senso, una outsider rispetto alla Società svizzera ed è stato necessario molto tempo perché potesse trovare un suo riconoscimento dall'establishment al potere rappresentato in quegli anni da Ray