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a Giuseppe Di Chiara
In questo breve scritto - che si riferisce a un'esperienza analitica fatta ai primi passi della mia formazione - esporrò seppure sinteticamente il mio secondo caso di supervisione ufficiale. Nella descrizione che ne darò cercherò di fare subito emergere sia perché io ritenga che quell'esperienza sia stata un momento fondamentale di apprendimento a partire dal transfert e dal controtransfert, sia come essa sia stata per me anche un primo momento di scoperta e di contatto con quella particolare area di fenomeni analitici su cui negli ultimi vent' anni ho molto scritto e discusso, l'area ossia delle «dinamiche inter-intrapsichiche governate dal rovesciamento dei ruoli» (Borgogno, 1994-1995; 1999; 2011; Borgogno, Vigna-Taglianti, 2013).
Nelle pagine conclusive di questo scritto, dopo aver posto nuovamente in evidenza i motivi che mi hanno spinto a scrivere su questa esperienza, renderò ancora più esplicito il perché essa sia diventata una base solida di lavoro, ispiratrice del mio successivo impegno e credo di analista. Offrirò in particolare alcuni pensieri