You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La lettura della tossicodipendenza in termini sociologici è sempre stata centrale per comprendere il fenomeno, la sua diffusione, le sue ondate e cosa questo determini nella società. Ma la facile estensione delle considerazioni di ordine sociale non basta per comprendere ogni singolo caso di tossicodipendenza, cioè l'incidenza in ogni persona, nella sua famiglia, nel suo ambiente, nell'équipe che eventualmente se ne prende cura. Il libro di Correale, Cangiotti e Zoppi, molto coraggiosamente, si propone di gettare uno sguardo oltre le generalizzazioni per provare a leggere il sintomo tossicodipendenza in chiave psicopatologica. Non che il campo della socialità sia ignorato, anzi gli autori lo valorizzano per cercare di correggere alcune evidenti distorsioni nella lettura orga-nicista del fenomeno che evidentemente poi restringe il campo degli interventi ad una clinica basata solo su interventi medico-farmacologici.
La scelta, ideologica fin dalle origini, di trattare le dipendenze come dipendenze fisiche che necessitano di interventi prevalentemente organici era ribadita, nei servizi pubblici della Regione Lombardia dove ho lavorato per tanto tempo, dal fatto che non fosse richiesta per i responsabili SERT e per i dirigenti medici che vi lavoravano né la specializzazione in Psichiatria né in Psicologia Clinica. Il risultato era che i progetti terapeutici per queste persone in crisi avrebbero dovuto essere formulati, da internisti, pneumologi ecc.
Oggi la situazione si è evoluta e i SERT si sono trasformati un po' anche nella direzione che Correale, Cangiotti e Zoppi propongono con argomenti più che convincenti: l'integrazione tra i servizi per le tossicodipendenze e i servizi di salute mentale, non come semplice esigenza di razionalizzazione, ma come una indispensabile integrazione il cui vertice fondamentale possa essere rappresentato dalla soggettività e dai bisogni del paziente.
Ma la sfida specifica di questo volume riguarda la possibilità di gettare uno sguardo olt