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Il libro di Simonetta Diena, introdotto da due dotte presentazioni, una di Francesco Barale e l'altra di Salvatore Natoli, si cimenta in un'impresa complessa ed universale collegata, come dice il titolo, al mondo delle passioni, dei legami, e dell'amore.
Il titolo del libro è rivelatore di questa complessità: la psicoanalisi e, con essa, lo psicoanalista ascolta l'amore nelle sue variazioni molteplici intrecciandosi a legami e passioni.
Se seguiamo il pensiero di Aristotele, fa bene Simonetta Diena a mettere nel titolo due punti tra la parola amore e le parole passioni e legami; a tale proposito vale la pena ricordare che Aristotele, nel Libro Secondo dell'Etica Nicomachea, dedicata al figlio, definisce le passioni «il desiderio, l'ira, la paura, il coraggio, l'invidia, la gelosia, l'odio, l'ambizione, la pietà, insomma tutto ciò che è seguito da piacere e da dolore» (Aristotele, 1999, 45) mentre la parola amore non viene nominata.
Vi è «un rapporto equazionale tra pulsione e Passione (p=P)» (Corrao, 1992, 62), mentre amore risulta essere un termine a statuto speciale, un termine che implica un legame molto particolare con l'altro; seguendo sempre il pensiero aristotelico l'amore – la philia – indica un legame di reciprocità e di desiderio del bene per l'altro, implica l'amore ricambiato e l'amore per la sapienza, potremmo aggiungere, in termini bioniani, che il legame L non può essere svincolato dal legame K.
Ho quindi pensato che l'autrice, mettendo i due punti, abbia inteso scorporare il tema dell'amore dal mondo delle passioni «del perché ci si innamora e di quanto si soffra per non riuscire ad amare o ad essere amati (e non) pretende di definire le passioni» (27).
Non è casuale che l'Autrice si esimi dal tentativo di definire la passione che si incarna etimologicamente nel patire, nell'eccesso del possesso dell'altro, nell'angoscia di un mancato incontro, nel disperato sospiro e nell'arrancare furioso ed