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Negli ultimi trent'anni, nel movimento psicoanalitico abbiamo assistito a un ripensamento dell'importanza dell'azione e delle interazioni in analisi, a partire dal concetto di acting out e dai presupposti teorici che caratterizzano la visione classica dello sviluppo del pensiero e della conduzione analitica: neutralità, astinenza, frustrazione. Questo processo di revisione è avvenuto all'interno di quel vasto movimento di pensiero che ha condotto la psicoanalisi da una visione mono-personale a una concezione relazionale, intersoggettiva, sistemica e di campo sia dello sviluppo mentale che della relazione analitica.1