You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Oggetto di questo lavoro è l'ossessività negli adolescenti e il suo fraintendimento. Il tema non è nuovo ed il contributo teorico e clinico della psicoanalisi alla conoscenza e alla cura della nevrosi ossessiva (ora DOC) e dell'ampia gamma di disturbi legati all'ossessività, è stato ricco e vastissimo.
Sono problematiche molto comuni e si distribuiscono in un continuum che va dall'ossessività di cui tutti possiamo essere affetti, a un lato opposto ed estremo in cui troviamo una fascia di malattia grave, spesso invalidante, che ha dimostrato una prevalenza lifetime del 2,5 % sull'intera popolazione diventando il quarto disturbo psichiatrico più frequente (Serio, 2005, 224).
Negli ultimi anni, tuttavia, vi è stata una perdita di familiarità con i disturbi appartenenti a quest'area e il loro riconoscimento non è immediato. Le pubblicazioni sul tema sono rare: in particolare, per quanto riguarda gli adolescenti, si trovano spesso annotazioni relative all'ossessività dei pazienti presi in esame – era ossessionato continuamente da… era continuamente in preda a pensieri persistenti ecc. – ma poi sono altri gli aspetti che vengono approfonditi in questi studi (Novick J., Novick K., 2015; Szajnberg, N.M., 2012).
La prevalenza del disturbo ossessivo-compulsivo nella popolazione generale di adolescenti è però intorno allo 0,4-3 %. In questi casi le capacità individuali, le possibilità di socializzazione, lo studio o l'attività lavorativa possono essere consistentemente ridotti o seriamente compromessi (Pissacroia, , 165-166).