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La psicoanalisi è quella malattia mentale di cui essa si considera la terapia.
Il rapporto di Wittgenstein (LW d'ora in poi) verso la psicoanalisi, quella freudiana nella fattispecie,1 è stato caratterizzato da una costante ambivalenza: da un lato esprimendo un'avversità convinta sia verso il movimento psicoanalitico che verso le prospettive di una cura possibile, e dall'altro dichiarandosi un lettore interessato e a volte persino un estimatore di Freud.
A seguito di un tale atteggiamento, se uno dunque provasse a interrogarsi su una qualche relazione produttiva di LW nei confronti della psicoanalisi, due vie potrebbero proporsi: da un lato quella di passare in rassegna osservazioni e prese di posizioni esplicite e oggi forse pure datate intorno a Freud – in particolare quelle Conversazioni su Freud (Wittgenstein 1966a) che costituiscono un confronto diretto e