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Lo sforzo di coniugare le ricerche neuroscientifiche, dove la visione della mente come oggetto è prevalente, con quelle psicoanalitiche, in cui invece la mente esiste in quanto soggetto, ha avuto un ampio ruolo nei lavori editi nell'ambito della Neuropsiconalisi. La raccolta di articoli presenti in questo libro ne testimonia la complessità e la ricchezza del dialogo.
Il filo conduttore degli 11 capitoli è rappresentato da saggi pubblicati nel tempo da Mark Solms, affiancato, in alcuni lavori, da altri ricercatori che insieme a lui hanno dato vita alla Neuropsicoanalisi.
Lo sviluppo del libro non avviene intorno ad un asse storico lineare, bensì si articola in cinque sezioni, su argomenti differenti, che il lettore può anche approcciare separatamente, seguendo la propria inclinazione scientifica.
La Neuropsicoanalisi, fin dai suoi esordi negli anni Ottanta, ha centrato il dialogo fra psicoanalisi e neuroscienze intorno ad alcuni argomenti ruotanti essenzialmente intorno a due assi: integrazione della soggettività nell'oggettività della ricerca empirica e rapporto mente/cervello. Chi volesse seguire da vicino questi temi, connessi quindi alla nascita ed allo sviluppo della Neuropsicoanalisi, troverà nei primi tre capitoli della I sezione: «What is a neuropsychoanalytic perspective?», ampi riferimenti.
Nonostante il dialogo fra neuroscienze e psicoanalisi abbia ancora delle sacche di resistenze centrate intorno al riduzionismo del biologico sul mentale o sullo scollamento totale fra i due, nonostante il fatto che entrambe le discipline si siano a lungo ignorate o, come sappiamo, si siano ritrovate in uno stato di ostilità reciproca, gli autori del presente volume, hanno continuato ad alimentare il dialogo interdisciplinare, il solo capace di portare linfa fresca ad entrambi i campi, senza alcuna pretesa di riunificarli sotto il termine «Neuropsicoanalisi».
Il lettore attento a questo dibattito troverà nei primi tre articoli ampie risposte a quanti sostengono che il dominio