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Molto spesso quando la psicoanalisi viene applicata alla letteratura mi sembra che qualcosa di molto importante per la letteratura vada perduto e anche che qualcosa di importante sulla psicoanalisi resti inespresso. Questo articolo tenta di spiegare perché per chi lavora nella letteratura un approccio psicoanalitico alla letteratura sembri trascurare o non vedere cosa c'è di inimitabile e insostituibile nella letteratura. Per farlo l'articolo individua una logica sottostante al campo della critica letteraria psicoanalitica che guida il modo in cui la psicoanalisi viene applicata alla letteratura. Questa logica distrae da ciò che può essere espresso sulla psicoanalisi nella critica letteraria psicoanalitica e chiude la letteratura in formulazioni che rendono impossibile conservare gli aspetti più vitali e irriducibili della letteratura.
Sottostante al campo della critica letteraria psicoanalitica c'è, secondo me, una logica ragionevolmente coerente che deve esser affrontata se il campo della critica letteraria psicoanalitica vuole comprendere la giustificazione logica che determina il suo rapporto con la letteratura. Questa logica motiva anche le opere di