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Trentadue capitoli, eterogenei per contenuto, stile e utilizzazione del contributo di D.W. Winnicott, costituiscono questo volume dedicato alle evoluzioni del pensiero dell'analista inglese scomparso nel 1971. Il libro, edito da Karnac, è apparso nella collana Lines of Development. Evolution of Theory and Practice over the Decades, inaugurata con un volume collettaneo di scritti dedicati ad A. Freud, a cui ha fatto seguito un volume su R. Fairbairn. Dopo questo libro su Winnicott, la collana ha visto la pubblicazione di un volume sul pensiero di W. Bion.
I capitoli sono organizzati in quattro sezioni, ognuna delle quali preceduta da una breve introduzione delle curatrici: «Winnicott: il suo lavoro e la sua eredità»; «Il lavoro clinico e le applicazioni della tradizione winnicottiana»; «Il lavoro specialistico nella tradizione winnicottiana»; «Riflessioni personali e teoriche dei clinici».
Utili per ricreare il contesto teorico nel quale Winnicott ha elaborato il proprio pensiero, sono le pagine dedicate ai suoi rapporti diretti e indiretti, espliciti o impliciti, con P. Greenacre (N. Thomson), Jung e Matte-Blanco (W. Meredith-Owen), M. Milner (E. Letley), e alla ricostruzione del periodo storico in cui ha scritto il suo lavoro sull'odio nel controtransfert (B. Kahr). Questo è senz'altro uno dei pregi di questo volume, poiché non sono così numerosi i lavori dedicati alla ricostruzione dei suoi rapporti con altri analisti coevi. Ricco di riferimenti e di collegamenti è il lavoro che E. Young-Bruhl dedica alla concezione della sessualità e dell'aggressività in A. Freud e D. Winnicott, riuscendo a mostrare l'evoluzione delle loro posizioni a partire dagli anni della seconda guerra mondiale, e i loro sforzi di differenziarsi da M. Klein.
In particolare ritengo siano preziose le pagine che R. Hinshelwood dedica al raffronto tra il pensiero di Winnicott e quello di Bion. Egli, partendo dalla constatazione che i due autori pur avendo molto in comune, non fecero un uso esplicit