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Il comportamento giusto da parte dell'analista consisterà nell'oscillare, secondo la necessità, da un atteggiamento psichico ad un altro, nel non indulgere a speculazioni e a elucubrazioni fintantoché analizza e nel sottoporre al lavoro intellettuale di sintesi il materiale ricavato soltanto dopo che l'analisi è conclusa.
Devo fare una premessa. Questo scritto è una riflessione sulla pratica clinica, ispirato dal libro di François Jullien: Cinque concetti proposti alla psicoanalisi, che mi ha permesso di definire meglio i miei attrezzi terapeutici. La doppia identità di filosofo e di sinologo ha dato a François Jullien la possibilità di mettere a confronto due sistemi di pensiero divergenti - il pensiero cinese e quello europeo - e di analizzarli entrambi risalendo alle loro radici. Questo procedimento mette in evidenza il non pensato nelle due culture: quegli elementi che, come postulati di base, non vengono mai messi in questione e che, per essere troppo presenti, passano inosservati. Questo metodo è stato dall'Autore applicato in numerosi saggi alle principali categorie del pensiero europeo. Nel libro citato viene applicato al testo freudiano.
Il punto di partenza è l'osservazione che nella psicoanalisi la riflessione teorica è in ritardo rispetto alla pratica clinica: mentre nella clinica Freud si rivela rivoluzionario, non lo è altrettanto nell'elaborazione teorica, dove si mantiene ancorato