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Inizia da questo numero la mia Direzione della Rivista di Psicoanalisi. I Soci, scegliendomi, mi hanno consegnato un'importante e impegnativa responsabilità, della quale spero di essere all'altezza e per la quale mi impegnerò attivamente. È una responsabilità che condivido con una Redazione, alla quale desidero esprimere il mio grazie per avere accettato di collaborare al compito affidatoci. Grazie prima di tutto a Benedetta Guerrini Degl'Innocenti, che sarà il nostro Redattore Capo, e a Fulvio Mazzacane, Responsabile dell'Annual e del Sito internet, e grazie a Laura Accetti, Marina Breccia, Antonello Colli, Laura Colombi, Cristina Riva Crugnola, Amedeo Falci, Andrea Marzi, Chiara Matteini, Emanuela Quagliata, Chiara Rosso, Andrea Scardovi, Sarantis Thanopulos. Grazie al Comitato dei lettori, a cui è affidato il delicatissimo compito di valutazione dei lavori e grazie a tutti i Collaboratori che, con diverse funzioni, contribuiscono alla ricchezza della Rivista. Il mio auspicio e anche il mio sforzo sarà diretto a creare un gruppo coeso con cui condividere, oltre alla fatica dell'impegno, anche il piacere di lavorare insieme. Ereditiamo una Rivista «in salute», che negli anni e sotto le varie direzioni, ha sempre costituito un punto di riferimento centrale nella produzione scientifica della nostra Società. Dobbiamo proseguire questa eredità, ma, come dice Freud (1912-13) citando Goethe, l'eredità bisogna riconquistarla per possederla davvero.
Sintetizzerei le funzioni che attribuisco alla Rivista di Psicoanalisi in tre punti. Il primo riguarda la funzione informativa, che la Rivista deve svolgere e che ha assunto un significato sempre più ampio. Oltre a garantire la pluralità di voci che animano la nostra Società e testimoniare la specificità della psicoanalisi italiana, la Rivista negli anni si è aperta alla produzione scientifica internazionale e sempre più ne ha tenuto e ne tiene conto. A questo compito risponderà, come tradizionalmente ha sempre fatto, la sezione