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Il titolo ambizioso del mio lavoro necessita subito di essere chiarito. La decisione di parafrasare il titolo del saggio di Freud (1924), Il problema economico del masochismo, come avviene nell'elaborato freudiano, è sostenuta dalla volontà di inquadrare economicamente il narcisismo alla luce degli sviluppi dell'ultima teoria delle pulsioni. Il lavoro sarà accompagnato da un caso clinico che seguirà gli sviluppi teorici e si interrogherà infine sulla relazione implicita o esplicita, tratteggiata ma non sistematizzata da Freud, che intrattengono il narcisismo, il sadismo e il masochismo.
Nell'ambito della teoria psicoanalitica il narcisismo occupa, sotto diversi punti di vista, un posto centrale. La sua consacrazione (Freud, 1914), cronologicamente posta nel mezzo dell'elaborazione teorica freudiana, si presta ad essere un utile punto di raccordo tra il primo Freud, già a partire dal Progetto di una psicologia (1895), e il Freud dell'ultima teoria pulsionale che oppone pulsioni di vita e pulsioni di morte.
Green (1983, 14) sostiene che il narcisismo con il suo portato rivoluzionario «fu in certo qual modo una parentesi nel pensiero di Freud». Esso organizzato e teorizzato nel 1914 sembrerebbe poi, a detta di Green, scomparire. A mio avviso la presenza del narcisismo resta silenziosa ma costante fino alla fine dell'opera freudiana. La traccia insatura lasciata da Freud ha portato molti autori ad approfondire lo studio del narcisismo. Tra questi M. Balint (1937, 1960), M. Klein (1952), Rosenfeld (1964), A. Green (1983), B. Grunberger (1971, 1989), H. Kohut (1971), J. Laplanche (1987, 1993), W. Baranger (1991), solo per citare alcuni di quelli che mi accompagneranno in questo elaborato.
Grunberger (1971), nella sua esaustiva monografia sul tema, afferma che il concetto di narcisismo assume significati assai diversi e che chiunque se ne occupi