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The Hague, 6-9 aprile 2017
Anche questo anno, nell'ambito della trentesima conferenza della FEP che si è svolta a L'Aia, il Forum Europeo della Psicoanalisi dei Bambini ha organizzato una serie di eventi con lo scopo di continuare a promuovere conoscenze ed alimentare l'interesse della comunità degli psicoanalisti nei confronti di questo settore della psicoanalisi.
Il giovedì, nella giornata della Preconference, una quarantina di partecipanti, provenienti da diversi paesi europei e da diversi background teorico culturali si sono ritrovati a discutere, suddivisi in 4 gruppi, materiale clinico di bambini e pre-adolescenti con il metodo del Weaving-thoughts (J. Norman and B. Solmonsson, The International Journal of Psychoanalysis, ) Nei diversi gruppi la discussione è stata ricca e partecipata: il setting e il metodo hanno fatto da sostegno all'incontro creativo tra una pluralità di osservazioni, punti di vista e libere associazioni; la rêverie sollecitata dalla peculiarità dei report clinici presentati (narrazione, disegni, sequenze di gioco, stralci di fiaba…), ha consentito l'accesso ad un contatto profondo con la relazione analista-paziente e l'emergenza di risvolti inaspettati del processo di cura. Alla fine della giornata i partecipanti si sono ritrovati nella sessione plenaria per confrontare le loro esperienze nei diversi gruppi: due analisti che avevano presentato il caso hanno espresso un sentimento di frustrazione per non aver potuto aggiungere elementi della storia del bambino (cosa non consentita dal metodo). Secondo i due presentatori tali elementi avrebbero consentito ai partecipanti di comprendere meglio le scelte tecniche o alcuni «impliciti» presenti nel materiale. Una discussione molto accalorata si è allora sviluppata attorno al rapporto tra realtà interna ed esterna e sulla necessità o inutilità per l'analista a lavoro di avere «conferme» sulla propria capacità intuitiva da informazioni che derivano dalla realtà esterna.
Nella giornata di venerdì, nel