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Il n. 3/17 della Rivistasi apre con la pubblicazione di una versione ridotta dell'introduzione che Fernando Riolo fece al XIII Congresso della SPI «Le logiche del piacere, l'ambiguit» del dolore» (Roma, maggio, 2016). Si tratta di uno scritto, esemplare per brevit» e chiarezza, che affronta il problema del piacere a partire dalla centralit» del Lust Prinzip nella teoria freudiana, per dimostrare come ancora oggi quella concezione radica il metodo psicoanalitico, la sua specificit» e ci aiuta a inquadrare i processi di trasformazione tra somatico e psichico all'origine del «pensare», evitando derive relazionali, «sentimentali» o nel mondo del biologico.
I successivi due articoli della parte teorico-clinica, uno di Laura Colombi, l'altro di Hinshelwood, si armonizzano con il tema del Focus, che rappresenta il filo conduttore di questa prima parte del numero: «gli stati non rappresentati della mente». L'intervento di Hinshelwood (ereditato dalla precedente redazione e che abbiamo lasciato nella sua versione inglese) affronta il problema soprattutto da un punto di vista teorico e si concentra sul confronto tra l'idea di stati non rappresentati della mente, contestabili dal punto di vista kleiniano per il quale la fantasia inconscia esiste fin dall'inizio, e la teoria del trauma. L'autore mette a confronto modelli diversi che danno luogo a interpretazioni diverse sia dell'esperienza clinica che degli stati primitivi della mente.
Nel lavoro della Colombi, invece, come in quelli del Focus (Guerrini Degl'Innocenti, Nissen, Norsa) incontriamo situazioni cliniche in cui prevale l'uso di una sensorialit» non strutturata, un distacco dalla propria vita emotiva, che fanno pensare a specifiche difficolt» relative all'impossibilit» a rappresentarsi i propri stati psichici. In questi casi analista e paziente si confrontano con ostacoli gravi sul loro cammino, ostacoli che richiedono anche uno «sforzo creativo» per arrivare a una loro pensabilit». I lavori che presentiamo, insieme all