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La psicoanalisi è consapevole di collocarsi come una disciplina altamente specialistica, autonoma nelle sue definizioni e modelli, ma al contempo in dialogo con le altre moderne discipline di ricerca sulla mente, sulla sua matrice neurobiologica, sui suoi processi cognitivi, sui suoi fattori evolutivi, sui suoi disturbi e sul loro trattamento terapeutico. Tale dialogo appare necessario sia per l'inarrestabile interconnessione delle conoscenze tra i campi confinari, sia per gli aggiornamenti apportati dal confronto con le ricerche di aree affini. In questa direzione, la Rivista di Psicoanalisi ha costituito alcune sezioni di Studi Interdisciplinari. Esse sono: A) Infant research e teoria dell'attaccamento: loro implicazioni per la psicoanalisi. B) Ricerca empirica in psicoanalisi. C) Psicoanalisi e Neuroscienze. Ciascuna sezione prevede schede informative sui temi principali, lavori specifici di autori psicoanalitici italiani ed esteri, contributi di ricercatori in altre discipline, rassegne e report sugli avanzamenti di ricerca nei vari settori, dibattiti su temi e su lavori pubblicati. I settori saranno curati rispettivamente da Cristina Riva Crugnola, Antonello Colli, Amedeo Falci. Come primo contributo interdisciplinare su infant research e teoria dell'attaccamento, presentiamo il lavoro di Cristina Riva Crugnola su «Relazioni precoci, esperienze avverse e attaccamento: traiettorie evolutive e psicopatologiche».
È un vero piacere avviare la rubrica «Studi interdisciplinari» che condivido con Amedeo Falci e Antonello Colli con un argomento che appare sempre più cruciale nell'ambito della ricerca sull'attaccamento e, più ampiamente, in quell'indirizzo di studio definito Developmental Psychopathology (Cicchetti, Toth, 2009). Nell'iniziare a scrivere mi sono però resa conto della complessità del tema che comprende al suo interno differenti filoni con un numero consistente di dati. Cercherò quindi in questo primo lavoro di evidenziarne in breve alcuni, contando di pote