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La rubrica Note si propone di presentare articoli che attraverso un taglio psicoanalitico sollevano argomenti di riflessione su questioni generali. I lavori che leggerete, toccano un tema comune seppure da prospettive diverse e ci pongono di fronte a un interessante filo rosso che li connette. Per Ruggiero la dimensione psichica del microcosmo adolescenziale o quella dei cosiddetti «nuovi pazienti» sembra dispiegarsi in scala maggiore nel più ampio teatro delle relazioni tra uomo e ambiente e della loro crisi, tra cui il dramma della migrazione, come si evince dalle riflessioni di Van Aken e di De Micco.
Van Aken osserva gli effetti del «disorientamento ambientale» sullo sfondo di una natura divenuta perturbante. Le recenti ondate migratorie rappresentano un corollario di questo disorientamento e la De Micco, a partire dall'inflazione di immagini trasmesse dai mass media sul tema degli sbarchi, sottolinea il rischio comune di assuefarsi a una «mostruosa ordinarietà». Ella si interroga sulle modalità con cui le tracce traumatiche sopravvivono nella psiche degli individui sottoposti a massicci traumi identitari e gli effetti che tali «sopravvivenze» hanno nella trasmissione transgenerazionale. La Ruggiero evoca la crescente indifferenziazione tipica della cultura postmoderna e riflette sul divenire adulti in un mondo che prescinde dalla relazione ma predilige «l'ipertrofia di contatto […] tra magma fusionale e mancanza di differenziazione nella intimità». I giovani infatti sembrano imbrigliati in un disorientamento «non identitario ed etico» che frena la loro evoluzione verso l'età adulta e tale disorientamento rappresenta a mio avviso un punto che interseca il pensiero di tutti e tre gli autori in quanto pone alla ribalta i concetti di identità e alterità, responsabilità e diniego, perturbante e familiare sullo scenario di un gioco costante e mutevole. Il neologismo con caratteri di ossimoro introdotto da Ruggiero, l'adultescente, segnala che il processo in divenire d