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Adolescente (da adolescere, «crescere») è «persona che sta crescendo»; più in particolare, «che si trova nell'ultima fase dell'età evolutiva, interposta tra la fanciullezza e l'età adulta». Sinonimi di «adolescente» sono: immaturo, acerbo, giovanile. Per contro, adulto (dalla stessa radice, adolescere) è «persona che ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico» (Dizionario Treccani). La differenza fondamentale tra i due termini starebbe dunque nel fatto che, mentre la parola adolescente denota un processo, la parola adulto designa un conseguimento e uno stato: adulto è chi ha terminato il processo di crescita, chi è giunto alla maturità.
Etimologicamente, adolescenza e età adulta, pur collegati da una radice comune, sono separati da un confine piuttosto definito. Un confine che si va tuttavia facendo sempre più lasco nella società occidentale odierna, come segnala un recente neologismo, adultescente, termine nato da una crasi tra le parole adolescente e adulto. Un ossimoro, a stretto rigore, in quanto condensa l'idea di un processo di crescita con quella di uno sviluppo compiuto.
Un tempo, la distinzione tra adolescenti e adulti era nitida. Anche senza risalire ai riti di iniziazione, che scandivano con tranciante precisione il limite tra infanzia e età adulta, incanalando in forme rituali prestabilite i perturbamenti identitari e le angosce che accompagnano questa complessa fase dello sviluppo psicosessuale, già nelle società agrarie e all'inizio dello sviluppo industriale il passaggio all'età adulta,