You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Dopo aver scoperto il significato, le procedure e le funzioni del sogno (1900) Freud si dispone alla definizione del setting che distingue dall'ipnosi il metodo analitico (1903) e preserva i pazienti dalle analisi selvagge. Mentre Freud esplora le trasformazioni puberali (1905) considera i pre-adolescenti soggetti adatti alla terapia analitica (1904).
Il setting si propone come l'insieme delle costanti inerziali e delimitanti che contengono, consentono e regolano le variabili mobili e trasformative del processo analitico, ispirato al paradigma del processo onirico.
Per chiarire il tema proposto dal Convegno occorre perciò definire almeno tre precondizioni (il setting, i nessi con il sogno, la prima adolescenza) ognuna delle quali si inserisce in cornici variabili. La rotazione di ogni cornice esercita complessi effetti sui quadri delle condizioni della scelta del setting nella prima adolescenza.
Concepito nell'analisi degli adulti, il setting (quadro, cornice, dispositivo, ambiente, contenitore, istituzione) è orientato alla valorizzazione e alla distinzione di alcuni principi fondanti: la libertà espressiva del paziente dalla censura critica; la recettività interpretativa dell'analista dal pre-giudizio; la realtà interna da quella