You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il caso del contadino del Calvados, Pierre Rivière, è stato reso celebre dal seminario su di esso organizzato nel 1973 da Michel Foucault. All'età di 21 anni, il 3 giugno 1836, Rivière uccise a colpi di roncola la madre (incinta), la sorella e il fratello. La condanna a morte fu commutata in ergastolo dal re Luigi Filippo. In carcere, Rivière scrisse il memoriale-confessione che inizia con le parole: Moi, Pierre Rivière, ayant égorgé ma mère, ma sœur, mon frère… e in cui giustifica il massacro compiuto con la volontà di difendere il «padre maltrattato». Nel 1840 Rivière s'impiccò in carcere. Molto più di un secolo dopo, il seminario di Foucault è di fatto un'analisi di questo testo.
Meno celebre ma forse ancora più importante dal punto di vista epistemologico è il precedente caso del barbiere di Lipsia Johann Christian Woyzeck. Nato in quella città nel 1780, rimase presto orfano di madre e padre. Si arruolò nell'esercito, tornato in città si mise a lavorare come barbiere; nel 1818 iniziò una relazione con Johanna Christiane Woost, vedova di un chirurgo. Esasperato dai continui tradimenti di questa donna, il 21 giugno 1821 l'uccise accoltellandola più volte, in casa di lei. Il processo fece clamore e costituisce uno dei primi casi importanti in cui il tribunale dette incarico di eseguire una perizia psichiatrica, che fu affidata al dottor Johann Christian August Clarus. Le perizie di questo psichiatra furono in realtà più di una, tutte però concordi nell'affermare la sanità di mente dell'imputato, quindi la sua piena capacità di intendere e di volere. Woyzeck fu condannato a