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Tra le tendenze attuali della psicoanalisi post-freudiana sono da segnalare: a) una riduzione dei conflitti tra i vari modelli teorici, con convergenze e integrazioni tra di essi (Cooper, ; )1, e b) l'accettazione di una pluralità di modelli psicoanalitici (Wallerstein, 1988)2. Tra le conseguenze che ne sono derivate, una certa relativizzazione delle teorie fondamentali, ed una maggiore attenzione alle connessioni della nostra disciplina con il vasto campo delle scienze affini, per un allargamento esplicativo, e per una revisione dei nostri modelli alla luce degli avanzamenti scientifici.
Va dato atto a Stefano Calamandrei, psicoanalista della SPI e psichiatra, di avere portato a termine un meritorio ed approfondito lavoro di letture e riflessioni a partire da altre discipline affini alla psicoanalisi, e di aver proposto nel suo libro delle significative integrazioni con alcuni dei principali concetti teorici ed operativi del nostro campo.
Intanto un ruolo centrale tra questi riferimenti spetta alle basi neurobiologiche dell'organizzazione mentale che vengono oggi fornite dagli sviluppi delle neuroscienze [NSC]. Tali riferimenti non rimangono solo dati esterni, metodologicamente lontani dalle concezioni psicoanalitiche, ma vengono forniti come elementi di riflessione epistemologia e concettuale per aggiornamenti esplicativi della nostra disciplina
Si è detto come il progetto di Calamandrei si iscriva in un disegno critico ed integrativo, non già solo di informazione bi-partisan, tra psicoanalisi ed altre discipline. In questo senso, l'Autore non manca di enunciare le sue opzioni epistemiche e scientifiche. Primo tra tutti il chiaro riferimento ad un monismo sostanziale. «Il cervello e la mente sono intrinsecamente legati al corpo biologico e l'acquisizione