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In memoria di Michel de M'Uzan
Non si dà vita invano a un personaggio.
Quale è la specificità del primo colloquio psicoanalitico? Volendo specificare le condizioni che possano permetterci di valutare il funzionamento psichico di un paziente ai fini di una terapia psicoanalitica, quali potrebbero essere i criteri in grado di consentirci di operare tale valutazione e come potremmo ottenerla? Si tratta di una valutazione che scaturisce da criteri oggettivi oppure occorre prendere in considerazione la coppia analista-paziente al fine di determinare le condizioni che consentono di impegnarci in un lavoro psicoanalitico? E infine quali sono le sfide della consultazione psicoanalitica in istituzione in merito ai suoi parametri specifici: ossia distinzione tra analista consultante analista curante, analisi gratuita o poco onerosa, ruolo dell'istituzione nello sviluppo del processo analitico? Questi sono tutti aspetti che intendo esplorare in queste riflessioni sulla consultazione psicoanalitica.
È stato Freud stesso a fornirci l'esempio di un primo colloquio psicoanalitico in Studi sull'isteria riguardo al caso Katharina. Freud, allora trentasettenne, aveva fatto un'escursione nelle Alpi austriache a sud di Vienna ed era arrivato in una locanda situata a 1644 metri di altezza. Mentre era seduto ad un tavolo ammirando il magnifico paesaggio che si distendeva davanti a lui, una giovane ragazza