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In questo libro Rita Corsa ripercorre gli ultimi anni trascorsi in Italia da Edoardo Weiss e da sua moglie, Vanda Shrenger, prima che venissero costretti a lasciare il nostro paese a causa delle persecuzioni razziali. Nel suo precedente volume Edoardo Weiss a Trieste con Freud. Alle origini della psicoanalisi italiana (2013), l'autrice aveva ricostruito gli anni triestini di Edoardo che coincisero con i primi passi della psicoanalisi in Italia. In questo testo la prospettiva narrativa si completa snodandosi intorno alla moglie di Edoardo, una donna messa in ombra dalla storia. Eppure, oltre ad essere un medico pediatra e una delle prime laureate in medicina viennesi, è stata la prima psicoanalista in Italia. L'autrice supporta la sua documentata ricostruzione storico-biografica con le testimonianze di due dei tre figli, ancor in vita, dei coniugi Weiss. Rita Corsa ricostruisce la vita di Vanda Shrenger Weiss e ripercorre parallelamente la storia della fondazione della psicoanalisi italiana, fino alle travagliate vicende societarie durante il periodo fascista. Queste parti del testo costituiscono, a mio avviso, un rilevante contributo culturale che colma una lacuna nella storiografia della psicoanalisi italiana. Scrive Rita Corsa: «Io credo in una storiografia psicoanalitica che poggi sulle prove documentali - le quali vanno poi interpretate - e non sulla trasmissione orale di un mito che, nel tempo, si trasfigura in una mithologhein che subentra alla storia privata. Storiografia e psicoanalisi, d'altronde, si declinano entrambe come discipline della temporalità e quindi in stretta relazione tra presente e passato, tra memoria e gli archivi. Gli archivi non sono solo istituzionali, ma pure mentali. Il dialogo e le connessioni tra loro sono complessi e spesso precariamente risolti in uno storytelling pacificatorio» (248).
Vanda Shrenger, nasce in Croazia in una famiglia di ascendenza ebraica, incontra Edoardo Weiss nelle aule universitarie durante gli studi di medicina