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Il convegno biennale sulla psicoanalisi infantile e degli adolescenti è diventato una consuetudine, un tradizionale e gradito appuntamento per gli analisti di tutte le età della mente, da cui i partecipanti si aspettano qualità, profondità di confronto e informazione sulle scoperte che la psicoanalisi compie in questo campo. Il titolo riunisce in sé le finalità principali che interessano tutti gli analisti, giacché è dato acquisito che non vi è confine fra la cura degli adulti e quella in età evolutiva.
I lavori si sono svolti in maniera dinamica e serena, gli iscritti sono stati moltissimi, tra cui molti giovani, soprattutto psicologi e si è ripetuto il successo riscosso nelle altre occasioni.
Il programma prevedeva una molteplicità informativa e formativa a cavallo con il tempo passato, presente e futuro, ed era strutturato su cinque assi principali: relazioni plenarie con discussione, tavola rotonda su temi specifici, nove panel di presentazione lavori, due panel di presentazione di casi clinici e due secondo il metodo dei Weaving Thoughts.
Su questo sfondo si possono leggere dati e contenuti che vanno al di là dei temi presentati, sui quali proporremo una breve panoramica; un primo focus riguarda la formazione e l'aggiornamento degli psicoanalisti che, con la loro partecipazione assidua ai convegni b/a, funzionano come un gruppo di lavoro reso coeso da questo specifico compito comune.
La discussione di materiale clinico fra colleghi per lo più sconosciuti nei panel è stato il settore più gradito. Questo dato dimostra l'esistenza nella comunità psicoanalitica di un linguaggio comune e condiviso e il bisogno di un confronto trasversale.1