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De particulare nulla scientia
Ci sono due grandi orientamenti epistemologici tra i quali la comunità degli psicoanalisti si è storicamente divisa: l'uno assume che la psicoanalisi - pur con la specificità derivante dalla peculiarità del suo oggetto - è partecipe dello stesso orizzonte conoscitivo delle scienze della natura; l'altro ritiene che la psicoanalisi non abbia molto a che fare con esse e non possa farne parte; o anche che non sia proficuo che ne faccia parte. Nel primo caso, riterremo che lo sviluppo della ricerca dipenderà dalla nostra capacità di rispettare le procedure che sono proprie del metodo scientifico; nell'altro intenderemo il nostro lavoro come un'ars - terapeutica o ermeneutica - rinunciando con ciò alla costruzione di una mathesis generalis.
Era questa, ad esempio, l'idea sostenuta da Habermas contro Popper. Mentre Popper riteneva che la psicoanalisi, essendo stata concepita come scienza, dovesse sottoporsi alle richieste del metodo scientifico - e nella misura in cui non lo faceva si condannava a essere una cattiva scienza; Habermas obiettava che Freud, nell'attribuire lo statuto di scienza naturale alla psicoanalisi, era stato vittima di un «autofraintendimento scientistico», che aveva contraddetto la portata originale del suo metodo; che stava piuttosto nell'aver messo a punto un metodo d'indagine «autoriflessivo e paradigmaticamente ermeneutico», fondato cioè su nessi di significato. Ed essendo questo metodo, a differenza di quello delle scienze naturali, caratterizzato dalla sua dipendenza dal contesto e dalla storia soggettiva, bisognava accettare che esso non potesse dar luogo a leggi universali, valide al di fuori del particolare contesto.