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Nel determinare l'esplosione di condotte materne distruttive, fino ai casi limite di figlicidio, si rileva l'importanza delle cicatrici di traumi infantili precoci e in particolare delle angosce di morte primitive e delle identificazioni alienanti patogene (oggetti maddening). È soprattutto nei rapporti con un figlio, infatti, che il passato ritorna nel presente, ancor più specificamente se evocato dal «pianto di un bambino». Emergono inoltre suggestivi punti di contatto tra i casi in cui l'agito sembra diventare incoercibile per mantenere l'unità di fronte alla ri-presentazione di un caos interno persecutorio (quasi allucinatorio) e i casi in cui l'agito violento viene faticosamente controllato mentre si assiste ad un inizio di disintegrazione psicotica.
PAROLE CHIAVE: Figlicidio, traumi infantili precoci, vissuti di morte, oggetti maddening, frammenti sensoriali ed emotivi residui al trauma, minaccia di disintegrazione psicotica.