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Alberto, trentacinque anni, lavora nel campo dell'insegnamento, collabora con l'università e ha interessi e attività di tipo artistico. Dopo la laurea ha vissuto all'estero insegnando in prestigiose scuole e università private, ma si è dato anche a una vita sentimentale, e soprattutto sessuale, caotica e sfrenata. È omosessuale, da tempo non ha un compagno fisso e ritiene che la causa scatenante della promiscuità sia stata la fine di una relazione sentimentale. Si definisce istrionico, con un atteggiamento forzatamente brillante che all'estero aveva trovato sia un palcoscenico che una fonte di stimolo particolarmente intensa. Allarmato dal progressivo disordine della sua vita e dalle possibili ricadute sull'attività lavorativa, qualche anno fa aveva approfittato di un periodo di crisi del fratello minore per fare ritorno in Italia. Qui si era dedicato con grande responsabilità ed efficienza al ragazzo, senza peraltro interrompere i rapporti con l'estero e continuando a insegnarvi. Si era trattato di un periodo particolarmente stressante, con viaggi continui e il vissuto molto destabilizzante di una sorta di moto perpetuo. Nel frattempo i genitori si separavano, lui andava a vivere da solo e la mamma aveva un serio problema di salute dal quale sembra poi essersi completamente ripresa. Deciso a mantenere l'attività all'estero, vi si era recato poi per sostenere un esame particolarmente impegnativo. Nell'occasione, tuttavia, si era sentito crollare psicologicamente, in preda a una drammatica crisi di identità, incapace di capire chi realmente fosse. Afferma che dietro la facciata del professore ci sono voragini e disordini impressionanti e accenna al timore di crolli depressivi. Terrorizzato dal passare del tempo e dall'idea dell'invecchiamento, ha sperimentato in tempi recenti un'acuta angoscia della morte, causa di momenti di ritiro e di ripetute e prolungate crisi di pianto. Ha molto apprezzato che l'inviante riconducesse