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«Osez ouvrir les portes» (Osate aprire le porte): non si poteva aprire con miglior invito che quello del Console francese a osare la curiosità, il 78° Congresso degli psicoanalisti di lingua francese (CPLF), tenutosi a Genova nel suggestivo porto, simbolo di una storica apertura agli scambi. Assumerei queste parole a titolo e metaforico esito dell'evento: osiamo aprire le porte, in psicoanalisi, lasciamoci entrare in altri territori. La conoscenza non procede se tentenna sull'uscio, se sfugge la contraddizione. Il Congrès ha visto confrontate, nei rapports dei due relatori Sabina Lambertucci-Mann e Giuseppe Civitarese, due metapsicologie e due modelli, quello classico freudiano e quello bioniano. Il CPLF, che con ormai 22 Società1, vanta una sua intrinseca ricchezza multiculturale, ha visto partecipi rappresentanti della SPI, dell'AIPsi e la Presidente dell'IPA Virginia Ungar. Condotto dal Presidente della SPP Bernard Chervet, ai due rapports si è articolata la tradizionale formula di 16 ateliers e 6 tavole rotonde, per concludersi con l'intervento del fisico francese Etienne Klein, a testimonianza della sempre più attuale e sentita necessità, in psicoanalisi, di «contaminarsi» e confrontarsi con altri saperi. Ogni momento è stato condiviso in ugual misura da relatori francofoni e italiani.
Il tema «Trasformazioni e realizzazioni psichiche» apre un immenso discorso in psicoanalisi: teorico, storico, e non esente da confusioni linguistiche. Si tratta infatti di termini complessi, appartenenti sia al linguaggio corrente, sia alle scienze naturali, sia hanno un preciso ma diverso statuto psicoanalitico in Freud e Bion, e non sono tradotti allo stesso modo nella babele di linguaggi del CPLF. Accomplissement, per esempio, quanto corrisponde all’Achievement di Bion in The language of Achievement2, e che posto dare alla déformation, assente nel titolo, ma al centro