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L'articolo esamina l'analisi che Edoardo Weiss fece a Concetta, la giovane figlia di Giovacchino Forzano, scrittore di straordinaria fama e d'importantissime entrature culturali e politiche durante il Ventennio. L'analisi di Concetta rivestì non solo un ruolo centrale nelle formulazioni weissiane sull'agorafobia e sull'isteria, ma anche una cruciale funzione politica per il movimento psicoanalitico da poco riorganizzatosi a Roma. L'A. tratteggia inoltre la figura del professore triestino Ferruccio Banissoni, convinto «patriota e fascista», nonché cattolico osservante con stretti contatti con le alte gerarchie ecclesiastiche. Egli compare tra i dieci analisti che riavviarono la S.P.I. nel 1932 e uno dei primissimi a sottoporsi a un'analisi di training, a Roma, con Edoardo Weiss. Il recente reperimento di documenti inediti permette di far luce su alcuni aspetti controversi dei rapporti tra il movimento psicoanalitico italiano e il regime fascista.
PAROLE CHIAVE: Psicoanalisi, fascismo, Edoardo Weiss, Concetta Forzano, Ferruccio Banissoni