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Il compito affidatomi di tratteggiare la storia del Centro Milanese di Psicoanalisi (C.M.P.) mi ha riportato, a sorpresa, al periodo dei miei studi di medicina, quando apprendevo la fisiologia e il funzionamento dei vari organi del corpo umano. Strutture complesse, ognuna a suo modo essenziale per garantire la stabilità e lo sviluppo dell'organismo, ma del tutto inadatta a sopravvivere isolata, ad autorigenerarsi e autodeterminarsi staccata dall'unità somatica. Il Centro Milanese è cresciuto all'interno di una fitta rete di rapporti con gli altri organi del corpo analitico e con il milieu scientifico e culturale d'appartenenza. Questo è il principio di base che intendo mantenere sottotraccia nel mio racconto, che avrà come protagonisti solo i capostipiti, quei maestri che per primi hanno arato e seminato il campo analitico. Un terreno su cui hanno messo le radici tante linee di pensiero, fatte poi crescere e maturare dalle generazioni di colleghi che si sono avvicendate1. Le pagine che seguono vogliono specialmente essere l'esposizione di un patrimonio di idee. Quella che ora leggerete è solo una delle molteplici storie che si possono narrare.
Nel 1963 Pierpaolo Pasolini gira l'Italia alla ricerca di luoghi e volti per la sua nuova pellicola, Il Vangelo secondo Matteo. Durante questo tour decide di realizzare