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Non vedo l'ora di scoprire quello che ho da dire!
W. Bion
«Perché scalare le montagne?… Perché ci sono», risponde Bion!1 La stessa cosa si potrebbe dire dell'idea di tradurre nuovamente in italiano l'intera sua opera quasi cinquant'anni dopo. Il primo volume tradotto è stato Second Thoughts Selected Papers on Psychoanalysis (1967), si tratta di articoli che Bion aveva pubblicato tra gli anni '50 e'60, che furono raccolti in volume dall'autore e nuovamente pubblicati, senza alcuna modifica, ma con l'aggiunta del Commentary, una lunga riflessione in cui egli discute ciò che nel suo pensiero, nell'arco di vent'anni, era cambiato.
L'idea della nuova traduzione nacque in un gruppo di analisti al lavoro sul pensiero di Bion. La traduzione esistente di Second Thoughts era uscita nel 1970 a cura di Sergio Bordi e aveva come titolo Analisi degli schizofrenici e metodo psicoanalitico (Bion, 1970). La traduzione di Bordi risentì troppo della fretta e sembrava: «… finalizzata ad acquisire e condividere al più presto la conoscenza di Bion, anche al prezzo di sciogliere le ambiguità, operare scelte nette, delimitare e definire i concetti, …piuttosto che scontrarsi con un testo spiazzante e geniale, cerca di “domarlo” per renderlo più accessibile al lettore italiano» (Micati, Zecca, 2016, 11). Si perdeva così, tra l'altro, l'implicito che rappresenta una dimensione peculiare dello scritto di Bion, dimensione che una traduzione deve preservare, evitando con cura di «completare» il testo in ciò che l'autore ha, consapevolmente o inconsapevolmente, lasciato tra le righe. L'implicito è qualcosa che va consegnato al lettore intatto,