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Nel 1967 in Francia fu pubblicato il Vocabulaire de la psychanalyse, tradotto in italiano nel 1968 con il titolo Enciclopedia della psicoanalisi, pubblicato poi nel 1973 da Laterza. Il testo curato da J. Laplanche e J. B. Pontalis sotto la direzione di Daniel Lagache è stato il primo testo completo che ha illustrato i concetti e i termini della psicoanalisi freudiana e, essendo stato tradotto in moltissime lingue, ha permesso la diffusione della conoscenza della psicoanalisi freudiana.
Nei cinquant'anni che sono trascorsi da allora la psicoanalisi si è molto sviluppata ma è anche molto cambiata. Se i concetti classici sono rimasti ancora gli stessi molti altri se ne sono aggiunti, soprattutto in virtù dell'estensione della cura psicoanalitica a situazioni cliniche nuove o comunque in passato ritenute non affrontabili dalla psicoanalisi. Basti pensare all'estensione dei riferimenti alle cosiddette «patologie-limite» (bordelines) di cui, sia nella clinica che nella teoria, si discute sempre più spesso. Ci sono soprattutto situazioni che si evidenziano nell'hic et nunc delle sedute che richiedono una spiegazione e una concettualizzazione. Sono state queste esigenze che hanno indotto Laurent Danon-Boileau e Jean-Yves Tamet ha organizzare un nuovo dizionario di psicoanalisi il cui sottotitolo non a caso è: Glossario clinico di psicoanalisi contemporanea. Per svolgere questa impresa i curatori hanno attivato la collaborazione di numerosi colleghi, essenzialmente francesi o francofoni, ciascuno dei quali ha scritto una voce del dizionario. La caratteristica di questo dizionario è di focalizzare essenzialmente delle situazioni cliniche che i singoli autori illustrano assai brevemente e sempre in maniera molto chiara. I concetti teorico-clinici affrontati in questo glossario sono principalmente quelli elaborati da autori che hanno segnato lo sviluppo della psicoanalisi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il volume è suddiviso in due parti. La prima è dedicata allo «spazio della