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L'Autore prende le mosse dall'esame di due note inedite della Klein del 1953, dove viene evidenziato il ruolo dell'identificazione proiettiva come strumento che può permettere all'analista di padroneggiare le difficoltà controtransferali. Questa, nel 1953, è la punta più avanzata delle ricerche nell'ambito delle relazioni oggettuali inconsce. Viene quindi analizzato il saggio di Winnicott «Lo sviluppo emozionale primario», nel quale egli inizia a interrogarsi sulla relazione tra soggettività e oggettività sia relativamente alla nascita della mente, che al funzionamento psichico dell'analista. Infine l'Autore mostra come ne «L'odio nel controtransfert» (1947) siano contenute le origini di una radicale trasformazione della teoria psicoanalitica. La concezione winnicottiana del funzionamento psichico viene fondata sul principio assolutamente innovativo per cui il funzionamento inconscio dell'oggetto, nonché le trasformazioni causate dall'inconscio del soggetto, vadano indagati e ri-trasformati perché il soggetto possa avviare una trasformazione psichica.
PAROLE CHIAVE: Controtransfert, funzionamento psichico, identificazione proiettiva, inconscio, Klein, relazione madre-bambino, teoria psicoanalitica, Winnicott.